Che la televisione, in termini educativi, stia prendendo il posto del genitore, è un dato di fatto.
Che i videogiochi, i cartoni animati, i programmi spazzatura, abbiano un’influenza a dir poco eccessiva nei giovani e nei bambini, è anche questo un dato di fatto.
Ma che io debba accontentarmi di crescere un figlio in un mondo pieno di Costantini, Paris Hilton e cazzoni con il mitragliatore affetti da invidia del pene, questo non lo accetto (non che io abbia intenzione di mettere al mondo un bambino, non credo di farcela, data la mia tendenza a gettare giù dalla finestra oggetti indesiderati – inoltre, con tutti i tegolini che ho mangiato, credo ormai di esser diventato sterile).Quando ero piccolo io, il videogioco di moda era Pacman (*1). E in televisione davano i Power Rangers (*2) e Holly e Benji (*3).
A poco meno di 20anni di distanza, osservando quella poltiglia di celebrolesi che è la mia generazione, vedo emergere il loro amore per la musica elettronica e le pastiglie bianche (*1). I vestiti (e travestiti) sono appariscenti, differenti nei dettagli, ma sotto sotto uguali nella sostanza (*2) e il calcio è di gran lunga la priorità assoluta (*3)(un sondaggio mai effettuato ha dimostrato che i giovani consultano il televideo solo dalla pagina 200 alla pagina 210)
E visto che, essenzialmente, al giorno d’oggi i bambini in tv guardano Pokemon e Winx, Amici di Maria e il detective Conan, e nelle pause giocano ai videogames più violenti della storia, lascio a voi immaginare lo scenario futuro.
per ora, cavalchiamo l’indifferenza generale su notizie come questa Picchia a morte la sorellina di 7 anni Stava imitando Mortal Kombat
in attesa di un futuro migliore. E con futuro migliore intendo adolescenti che almeno si prendano la briga di mettere il cadavere in un sacco impermeabile e buttarlo nel fiume, pulendo accuratamente le tracce di sangue lasciate sul parquet.
Babbo natale entra ogni anno nelle vostre case (violazione di domicilio) di notte (rischio di disturbo alla quiete pubblica) attraverso il camino (effrazione). Lo fa in un giorno prestabilito (reato premeditato), lasciando oggetti non rintracciabili sparsi per casa (riciclaggio) e non paga le tasse (evasione fiscale). Vola senza il permesso delle autorità aeroportuali (reato di terrorismo) attraversando i confini aerei nazionali (reato di immigrazione clandestina); la sua slitta è probabilmente fuori dai parametri di circolazione Ue, sfrutta una mezza dozzina di renne (maltrattamento di animali) e trasporta merce di vario genere (contrabbando), promettendo regali senza avere la certezza di mantenere la promessa (concussione). è vecchio, ma i suoi doni sono sempre rivolti ai bambini (pedofilia), porta regali a quelli buoni e carbone a quelli cattivi (discriminazione e istigazione al suicidio). Fa lavorare gli elfi (privi di diritti sindacali) in orari indecenti e in condizioni ambientali inadeguate (sfruttamento del lavoratore e rischi di incidenti sul lavoro). A causa sua, durante il periodo natalizio, i prezzi dei prodotti e/o servizi hanno un notevole rialzo, confondendo una larga fetta di mercato mondiale (aggiottaggio).Vien da chiedersi se, di fronte a tutti questi reati (di certo punibili con la massima pena) sia un caso che proprio ieri, 18 dicembre 2007, alla vigilia delle feste natalizie, sia stata approvata la mozione contro la pena di morte.
E’ chiaro che il vecchio ha buoni appoggi politici.
Nonostante questo, siamo ancora in tempo: vogliamo o non vogliamo, vedere questo pericoloso criminale friggere sulla sedia?
Ecco che torno a casa grondante di vomito e sudore, nonostante gli 0 gradi che avvolgono la nebbia della mia città, quando mi accorgo che il sole è sorto, il mattino è arrivato, e, cosa peggiore, mia madre è già sveglia. è piuttosto spiacevole farla assistere ai miei momenti peggiori, quando cado in basso e raschio il fondo, quando per tutta la notte ho vomitato alcol con la bocca chiusa, per impedirne chissà secondo quale logica, la fuoriuscita (e quindi, come è ovvio, tutto il vomito mi è uscito dal naso, ostruendo i canali respiratori, provocando seppur per pochi secondi, attimi di terrore da soffocamento).
Dicevo, è piuttosto spiacevole mostrare alla mia famiglia quella parte oscura delle mie abitudini. Non che ne siano completamente estranei. Solamente non mi piace sbattergli in faccia le conseguenze di un’esistenza inutile, tutto qui.
Quindi decido, prima di entrare in casa, di far qualcosa di carino, ad esempio andare a comprare la colazione per la mia famiglia, in pasticceria. Subconsiamente un modo per farmi perdonare, immagino. Ma quello che per un sano essere umano può sembrare un normale scambio moneta-pasticcini di domenica mattina, per me, nelle mie condizioni, si è rivelato un viaggio in cerca dell’equilibrio, una dura lotta con la forza di gravità, un combattimento interno tra stomaco e cervello.1° pasticceria sdl cerca l’entrata della pasticceria. dopo aver spinto più e più volte la vetrina, credendo fosse la porta, riesce a trovare l’ingresso, e a piene mani, lasciando ditate ovunque, entra. Tizia A: buongiorno SdL: (indicando una pizzetta) dunque, mi da un bignè alla crema A: quella è una pizzetta SdL: lo so A: quindi? vuole una pizzetta o un bignè alla crema? SdL: sono a posto così A: ma..non ha preso niente SdL: appunto. A: … SdL: mi può fare lo scontrino?
2° pasticceria B: salve SdL: (urlando) buongiorno principessa! sdl viene gentilmente accompagnato fuori
3° pasticceria C: buongiorno SdL: facciamola breve. mi serve qualcosa di commestibile, e mi serve ora C: che ne dice di questi babbà? SdL: perfetto, me li metta in un sacchetto mentre la signora impacchetta, sdl si ricorda che i babbà sono fatti col rum. al sol pensiero di venire a contatto con altro alcol, sdl ha un conato di vomito. poi un secondo. poi non riesce a trattenerlo, e vomita lì sul pavimento della pasticceria, rigorosamente con la bocca chiusa C: ma..lei sta malissimo! SdL: dvw dffwv!
4° pasticceria sdl entra sporco di vomito dalla testa ai piedi D: oddio SdL: (puntando 2 dita a forma di pistola) dammi tutto quello che hai al sapore di cioccolato D: si sente bene? SdL: qui sono io che faccio le domande! riempi quel sacchetto o sparo! D: ma, hai intenzione di pagare? SdL: certo che no D: allora temo di non poterti accontentare sdl spara all’impazzata fingendo di avere un mitragliatore in mano e facendo i versi con la bocca. la signora si avvicina, gli accarezza la testa, lo accompagna fuori. sdl piange, la signora gli regala un cioccolatino. sdl lo mangia e lo vomita all’istante.
5° e ultima pasticceria E: buongiorno SdL: il nostro rapporto è in crisi E: ci conosciamo? SdL: guarda, è mezzogiorno. sono in giro dalle 9 di mattina. sono entrato in 5 pasticcerie, 3 bar, 2 banche, 7 farmacie, 13 appartamenti sconosciuti. voglio-solo-delle-paste E: vorrei accontentarti ma SdL: ma? E: ma questa è una chiesa, non è una pasticceria SdL: oh
sdl torna a casa con la colazione. nessuno capisce perchè nel sacchetto ci siano solo ostie. nonostante questo, tutti mangiano senza fare alcuna domanda (perchè non vogliono sapere la risposta, immagino)
E mentre sono lì a sputare in testa ai passanti dall’alto del mio balcone, un hobby che riesce a ricongiungermi con quella parte di me stesso che si nasconde in quel buco marrone che è la mia coscienza, dicevo, mentre sono lì, ho capito di aver bisogno di esprimere la mia vena creativa in qualche modo. Inoltre ho pensato che, partendo dalla certezza di appartenere a quella categoria di individui asociali per definizione, disturbati e disturbanti, dai caratteri fortemente filantropici al contrario, è meglio trovare un’alternativa, alla completa e assordante e pigra e noiosa e solitaria inconcludenza. Di dormire non se ne parla, dopo le 18 ore consecutive passate a sognare di essere attaccato alle spalle da un alveare di api assassine con la faccia di Anna Maria Franzoni (è vero, la sogno spesso. e non sempre mi vuole uccidere. a volte ci amiamo con passione). Così ho deciso di omologarmi per qualche instante, e ho costruito un bellissimo, accecante, intimidatorio presepe.Assolutamente no, io non ci credo in queste cose. Dio, Maometto, Dumbo l’elefantino volante. Per me giacciono sullo stesso piano, quello della fantasia. Tuttavia, queste mie metafisiche convinzioni non mi impediscono di trovare qualcosa da fare per far scorrere la giornata in modo indolore.
Paesaggio: un cielo azzurro perlato e luminoso, titaneggia nell’orizzonte come a dire: me ne frego se il bambin Gesù nasce di notte. Il tutto accompagna una lunga catena montuosa fatta di scottex. scottex non modellati, scottex naturali, ancora nel rotolo, che evocano sentimenti di altezza, ripidità, ma soprattutto ultra-assorbenza.
Sebbene il muschio mi ricordasse solo vagamente le sostanze stupefacenti di cui occasionalmente faccio uso, questo non ha fermato la mia risatina ebete, che più o meno ha accompagnato tutto il lavoro di allestimento, durato ben 25 minuti di intensa concentrazione.
La stella cometa, per rendere meglio l’effetto alone, è stata accuratamente costruita così: rincorsa, catarro, sputo. Ed ecco una meravigliosa cosa gialla che lascia una scia nel suo percorso. è anche tridimensionale.
La sabbia è abbondante, e naturale, se consideriamo che non mi lavo i capelli da 5 giorni, e con una bella spazzolata la forfora, precipitando nel paesaggio, creava quel meraviglioso effetto neve, fino a toccare terra.
Personaggi: il cast di quest’anno è piuttosto sobrio. innanzitutto, in lontananza si intravedono i re magi, che sarebbero poi leonardo, michelangelo e raffaello, le mie vecchie statuette delle tartarughe ninja che conservo dalla tenera infanzia.
La capanna, un’enorme cava derivata da un sacchetto di patatine San Carlo, si erge al centro della scena: San Giuseppe, nelle sembianze di un accendino Bic viola, sta pregando davanti alla culla (se con “pregare” si intende stare fermo a non fare assolutamente nulla). Maria è un pacchetto di oro ciock scaduto, il bue un residuo di dentifricio color rosa, l’asinello, incredibilmente, è un asinello.
La culla è un accumulo di paglia, che ho trovato stamattina nelle mio orecchie, la capanna è inoltre addobbata con diverse cartacce di Ferrero Rocher, che con quell’effetto “oro” risaltano l’importanza dell’ambientazione interna.
Ed ecco la vera rivoluzione. al posto di Gesù bambino, ci ho messo: nulla. il vuoto. il chè è emblematico. come a dire: forse è questo che Giuseppe e Maria stanno aspettando. Forse non aspettano niente. Tutti noi, in fondo, siamo un pochino Giuseppe e Maria. Tutte voi donne siete vergini ma non vergini. Tutti noi maschi siamo un pò falegnami, se capite cosa intendo. E questa spiegazione mi facilita la conclusione al discorso: trovo il concetto di presepe una enorme stronzata new age.
(niente di nuovo. ultimamente tutto è new age per me. dalle pantofole alle pile alcaline)
Mi rendo conto dell’inutilità di questo post, ultimamente sono piuttosto instabile, alterno momenti di crisi esistenziali a deliri di onnipotenza cosmica.
più o meno mi sento così:
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