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10.05.08 | Politica | 8 CommentiLe scomode verità, in quanto scomode, faticano a venire a galla. Al contrario, le banalità galleggiano beatamente nel mare del comun pensiero (anche la merda galleggia, per fare un paragone). Questa volta a elevarsi a “paladino della verità” ci ha pensato un certo Luca Claudio, sindaco (in quota La Destra) di Montegrotto (provincia di Padova), il quale, durante l’ultima puntata de L’infedele di Gad Lerner, cercando di analizzare i fatti tragici di Verona, tra strumentalizzazioni politiche e qualunquismi di sinistra, se ne esce leggendo (libro in mano) un passo di “Tre metri sopra il cielo”, questo:

Tutto questo a difesa della sua tesi (per me inconfutabile): i libri di Moccia hanno ispirato le violenze di Verona, sono uno status symbol dei giovani e incitano la violenza gratuita. Sentendo queste cose, ho pensato: ohhh, Finalmente un sindaco con le palle!
La penso esattamente come lui. Moccia è diventato l’autore di riferimento di una certa categoria di ragazzi i quali, per sopportare la lettura dai suoi libri, non possono far altro che calarsi acidi o aggredire le persone. Lo definirei “effetto Moccia”. Ne leggi un capitolo e DEVI uscire di casa e picchiare il primo che capita.
Avvocato difensore: ok, il mio cliente ha picchiato, malmenato, aggredito alle spalle, ucciso e poi fuggito..
Giudice: la condanno a 40 ann..
Ad: aspetti! ehi, aveva appena letto il capitolo 2 di “Ho voglia di te”
G: quello di Moccia?
Ad: si! il mio cliente si è “calato” nel personaggio, impersonando il classico ragazzo ribelle che, proprio perchè rifiuta le regole della società, fa un po quel cazzo che gli pare, e ne esce come un uomo rude e passionale cui tutte le ragazze vogliono succhiare l’uccello
G: beh, questa sì che è una cazzutissima attenuante. eppure c’è stato un omicidio, ci dev’essere un responsabile che paga
in coro tutta l’aula del tribunale: Mo-ccia! Mo-ccia! Mo-ccia! Mo-ccia!
G: allora condanno Moccia alla pena di morte. Anzi, molto peggio, lo condanno a scrivere le prefazioni a tutti i libri spazzatura pubblicati dalla Mondadori, compresa l’autobiografia di Raul Bova e il prossimo libro di Dj Francesco. muahah. il caso è chiuso.
Semplice, no?
09.05.08 | Acutezze, Tv & Co. | 9 CommentiCaro ministro, visto che lei ha due belle opportunità (due, quindi pari), vorrei che desse anche a me, un’opportunità, quella di entrare nella squadra di governo senza aver un briciolo di esperienza. No signor ministro, lo so bene che di esperienza, in quel senso, ne avete da vendere; io intendo l’esperienza sul campo. No, non ci siamo capiti, non mi interessano le sue avventure nelle vaste vallate del Cilento, io mi riferisco all’importanza di avere un’esperienza alle spalle. Sì, alle spalle. No, ministro, ci siamo fraintesi un’altra volta. Mettiamola così: visto che avere due bellissime opportunità non dovrebbe darle l’opportunità di amministrare le nostre (inteso come uomini e donne) opportunità, rivendico personalmente l’opportunità di toccarle le tette. Perchè se è vero che da oggi, per cinque anni consecutivi, sarà un ministro della repubblica italiana, e quindi ministro di tutti gli italiani, allora qualche minuto, al sottoscritto, potrebbe anche concederlo. Magari prima che il tempo e madre natura provvedano a farle cadere quelle due bellissime opportunità che oggi le danno l’opportunità di poggiare il suo sedere (altra stupenda opportunità) in una poltrona così comoda e lucrosa.
08.05.08 | Politica | 15 CommentiNuova mirabolante poesia del vate(r) Sandro Bondi, liberamente ispirata (no plagio) al celebre sonetto di Dante.
Verrà letta il giorno dell’inaugurazione del nuovo governo, poco prima del giuramento.
Tanto gentile e tanto onesto (pare)
il cavalier quand’egli altrui saluta,
ch’ogne lingua presso la cavità irsuta,
ambisce il desiderio di leccare.
Egli si va, sentendosi laudare,
benignamente d’impunità vestuto;
e par che sia nell’intimo venuto
quand’il paese seppe conquistare.
Mostrasi sì furente a chi lo aggira,
che dà le infami toghe una lezione,
e la giustizia d’annientare prova;
e par che nelle tasche si ritrova
una tessera di calibro massone,
che va dicendo a l’anima: Cospira.
Cosa può desiderare dalla vita un uomo che è riuiscito a scoparsi migliaia di modelle ninfomani e a guadagnarci sopra milioni di euro? Soldi e vagine. Ha già avuto tutto, cosa puoi regalargli? un iPod?
Ebbene sì, oggi è il compleanno di Rocco Siffredi, o come lo chiamo io, l’uomo che vorrei essere se potessi rinascere nel passato.
Basta guardare la filmografia nella relativa pagina di Wikipedia per farsi venire un attacco di stress esistenziale: chi siamo? dove andiamo? Dio esiste? riuscirò mai a fare sesso anale con una top model?
Son quelle domande senza risposta che tutti noi, nella vita, prima o poi ci poniamo (anche se, all’ultima domanda, la risposta mi risulta drammaticamente chiara).
Come di consueto, Rocco cercherà di spegnere le candeline a 10 metri di distanza.
Senza usare la bocca.
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