
Nell’attimo in cui faccio partire l’ultima puntata di Lost della stagione, ho sempre un misto di entusiasmo e angoscia e tristezza. Perchè so che qualcosa di sconvolgente avverrà, perchè so che continuerò ad avere domande irrisolte, perchè so che ci vorranno mesi e mesi prima che la serie successiva abbia inizio. Ma stavolta è troppo. Le questioni si sono accumulate negli anni, e bisogna che in qualche modo qualcuno mi dia una spiegazione. Non mi basta la giustificazione del miracolo (“it’s not an island, it’s a place where miracles happen“), esigo qualcosa di più razionale per placare la mia sete di sapere. Fino ad allora, voglio inventarmi qualche soluzione (ne va della mia salute), perlomeno riguardante i più grossi misteri ancora inspiegabili.
Jacob non può che essere J.J. Abrams in persona (non tutti sanno che J.J sta per Jeffrey Jacob) e alla fine si scoprirà che l’isola è un parto della sua mente, nella trama così come nella realtà. Che non sarebbe un finale del tutto deludente, vedere J.J uscire dalla casetta e dritto in camera inscenare un bel discorso sull’intersezione tra realtà finta e finzione reale, per poi incoraggiare i telespettatori a votare John McCain. Si vabbè, ciao.
Nell’Isola c’è un tizio che non invecchia mai. Eh, bella novità, noi (e con noi intendo non io) abbiamo Berlusconi che non solo ha smesso di invecchiare, ma ha anche trovato il modo di ringiovanire (almeno fisicamente) di parecchi anni. Chirurgia plastica? volontà divina? Poteri dell’isola? (anche lui ha un isola, anzi, ne ha tante. Non è che le possiede, ma diciamo che tutti i suoi soldi sono lì. Le Cayman) nessuno lo saprà mai.
Avete visto com’è scomparsa l’isola? Sparita. Bum. Vuoto. Pare che la Iervolino voglia utilizzare la tecnica usata dal progetto Dharma per far sparire i rifiuti a Napoli. Nessuno le ha spiegato che il progetto Dharma non esiste, e se esistesse, la tecnica comporta uno spostamento (spaziale e/o temporale) e non una smaterializzazione. Quindi in qualche modo la gente di Chiaiano, adesso o nel 2020 o nel 3513, è fottuta (a meno che non si teletrasporti la gente di Chiaiano).
A pensarci bene, è un mondo parallelo ma non così distante: There’s no place like Napoli. La nuvola nera assassina ad esempio, in mancanza di teorie paranormali ben definite, potrebbe rappresentare lo smog di nanoparticelle che fuoriesce dall’inceneritore di Acerra. E Widmore è Bassolino, che non vuole che la gente scopra l’isola. E Hurley è la montagna di rifiuti. E Jack è Jack. Ok, smettiamola qui.
La scena finale non mi ha convinto, qui sotto ci sono i due finali scartati. Ma perchè scartarli? Nessuno ha preso in considerazione l’idea di trasmetterli tutti e tre, in sequenza? Esatto, tre Jeremy Bentham, per disorientare lo spettatore. Tanto ormai, più disorientato di così..
immagine presa da qui
01.06.08 | Tv & Co. | 4 Commenti
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