In un’intervista che mi ha fatto andare di traverso il Tavernello ecco Clemente Mastella a dichiarare le sue intenzioni di partecipazione all’isola dei famosi. Un personaggio che (what) fino a pochi anni fa (the) ricopriva una delle cariche più importanti in Italia (fuck), e non fosse stato per un pirla tafazziano (lui) sarebbe ANCORA ministro della giustizia, decide di mettere a disposizione il suo quintale di simpatia a beneficio del pubblico televisivo, nell’intento disperato di seguire la scia di Vladimir Luxuria, artefice della sua rivalutazione mediatica con la vittoria all’isola, partecipando ai talk show e, per culminare, facendosi montare una patata transgenica tra le gambe (che ci fa ben sperare, se Mastella decidesse di prendere fedelmente esempio).
Per quanto la storia ci insegni che agli uomini perseguitati dai magistrati piacciano un sacco i posti caldi, esotici e fuori dalla legislazione italiana, e che la critica alla credibilità della classe politica sia ormai peggio che sparare sulla croce rossa (almeno la croce rossa può rianimarti, dopo), si spera sempre che una volta scavata la buca e toccato il fondo l’homo sapiens sapiens decida almeno di non cagarci dentro. E invece. Si fa di tutto, ma proprio tutto, per rimanere tra le notizie del corriere online.
E qui si aprono scenari meravigliosi: Gasparri alla pupa e il secchione (a far la pupa), Franceschini a fare il virus della peste bubbonica a Superquark, e l’uomo del qual cognome è diventato obsoleto canzonare (“the italian blowjob”, perchè io non mi trattengo mai) a fare la schedina a Quelli che il calcio. Potrei continuare.

Unico ostacolo che tiene separati Mastella dai caraibi (o dove diavolo è) pare essere la moglie Sandra, che a quanto pare un po’ di buonsenso, tra gli avvisi di garanzia, le è rimasto. Come si dice: “dietro un grande uomo c’è sempre un grande pennello” (forse mi confondo con una pubblicità, ma visti i precedenti e viste le dimensioni del pennello, suona bene anche così).
31.05.10 | Politica, Tv & Co. | 2 Commenti
Dovrebbe far riflettere su quanto i reality (falsi per definizione) siano pilotati…
Grande.