Il giorno del terremoto, causa ingorgo linee telefoniche, hanno divulgato diverse guide per aprire le proprie reti wifi e permettere ai vicini di comunicare. Ecco, il mio vicino seguendo la guida ha scoperto che la wifi ce l’aveva aperta da sempre, e non so quale meccanismo gli è partito nella testa (si è sentito coglione, probabilmente) ma ha chiuso tutto, con sommo dispiacere del sottoscritto che per 7 anni ha scroccato rete gratis.
Allora potete immaginarvi, senza youtube, 9gag, redtube e stralci di corriere.it le giornate non passavano più, e la gente (di cui faccio parte) nei momenti di crisi deve pur prendersela con qualcuno, normalmente si tirano in ballo i soliti (equitalia, fastweb, Dio), in questi casi ho cominciato a insultare il mondo dei sismologi, che tanto ho visto parlare in televisione (già, mi ero ridotto a guardare la televisione).
Da quel che ho capito, il sismologo in sè non è in grado di dire in anticipo se ci sarà una scossa e dove. Non sa dirtelo mezz’ora prima e forse neanche con 30 secondi di anticipo. Però, *dopo*, sa spiegare tutto nel dettaglio.

Lanciate al cielo le dovute imprecazioni (possibile che nel 2012 riescano a contare i peli del culo di un macaco che vive nel 24esimo anello di saturno e non possano prevedere che tra mezz’ora tutto il nord Italia si sposta?) mi dico, se la sismologia non è una scienza esatta deve almeno essere approssimativa, altrimenti non è una scienza. Quale altro professionista sa dirti cos’è successo solo *dopo* che il fenomeno si è presentato?
Dottore: osservandola in questi giorni posso dire che lei ha avuto un’emorragia cerebrale.
Paziente: …
D: ha capito?
P: …
D: (si gira verso l’infermiera) non risponde. Maleducato.
Di seguito una lista di mestieri più utili del sismologo: consulente marketing, arredatore, lifestyler, ministro dell’attuazione del programma, wedding planner, opinionista, personal shopper, il tizio immobile che fa la statua in piazza, astrologo, moderatore di forum, influencer, designatore arbitrale.
Ma il terremoto mi ha insegnato un’altra cosa. Ci sono persone predisposte al panico immotivato, e queste persone sono Il Male: anche se lontani 50 km dall’epicentro con scosse appena percepite questi dramaqueen si fiondano in strada e chiamano tutti i parenti, versano lacrime inutili (sì, esistono lacrime inutili), diffondono panico e sfoggiano il pretesto “terremoto” per fare qualsiasi cosa, vedi: saltare la fila al supermercato, tagliare la strada al semaforo, pretendere sconti-vacanze nelle agenzie viaggi (sono testimone oculare di tutte le cose elencate), mentre i terremotati veri non hanno neanche gli occhi per piangere.
Quindi, la prima cosa da guardare quando si entra in qualsiasi edificio è: dov’è il muro portante, dov’è l’uscita di emergenza, dov’è il dramaqueen più nevrotico. Avvicinarsi ai primi due, allontanarsi dal terzo. Questo consiglio ti può salvare la vita (perchè l’omicidio in Italia è ancora un reato).
10.06.12 | Cose | 6 Commenti
Makes perfect sense e non ci avevo mai pensato.
Mi sei mancato.
Una amica:
“Tu che sei ingegnere, mi puoi assicurare che la mia casa non crolla se viene il terremoto?”
(facepalm)
Quale altro professionista sa dirti cos’è successo solo *dopo* che il fenomeno si è presentato?
Gli economisti.
“An economist is an expert who will know tomorrow why the things he predicted yesterday didn’t happen today.”
eh, non ci penso mai agli economisti.
E’ vero, senza internet non si può stare! Come hai risolto? Finalmente hai cominciato a pagare come noi comuni mortali senza vicini “genius”?