Oltre a far entrare ufficialmente il senato italiano nella classifica delle peggiori comunità di recupero per tossico dipendenti al mondo – e oltre a rispolverare una quantità indefinita di preziose opinioni dei blogger nostrani (in effetti Eluana si starà chiedendo dall’oltretomba, “cosa ne penserà, di me, la blogosfera?”) una delle tante conseguenze della morte di Eluana Englaro è la presa di coscienza e l’inevitabile domanda: e se succedesse a me? ecco, una persona normale, è evidente, dopo cinque minuti smette di pensarci, si pulisce il sedere, tira l’acqua e torna a sdraiarsi sul divano.
I più infami elaborano la strategia delle volontà multiple: alla moglie dici una cosa (voglio essere cremato e poi ricomposto), agli amici un’altra (sì all’alimentazione, ma solo biologico), ai genitori un’altra (voglio che mi staccate tutto. adesso) e ai figli un’altra ancora (vi ho pagato la retta universitaria per 15 anni, se divento un vegetale come minimo mi dovete fare il bidet ogni quarto d’ora). Così te ne vai esattamente come hai vissuto, in un ambiente violento che vede i tuoi cari scannarsi l’un l’altro a suon di bastonate e scartoffie legali.
La moda del momento invece è lasciare il testamento su youtube. Una cosa stupida, perchè le volontà, come i panni sporchi, si dovrebbero lavare in famiglia. Il chè fa pensare che i suddetti testamentari non abbiano una famiglia cui rivelare le più intime confidenze, e questo rende il tutto ancora più triste; se non ti fidi dei tuoi parenti e ti fidi di youtube, è ora di attaccarla, quella spina che ti lega alla vita.
Nel frattempo prende piede l’idea di tatuarsi il proprio testamento biologico sul corpo, sebbene aver marchiato sulla schiena “…nel pieno possesso delle mie facoltà mentali…” in carattere Comic Sans sia, allo stesso tempo, la definizione letterale di “ossimoro” e “testa di cazzo”.
Qui a Modena i genitori cercano di uccidere i figli perchè, nel ipotetico dramma staccare la spina/non staccare la spina, una Colt 45 puntata dritta in fronte risolve ogni dubbio esistenziale.
13.02.09 | Acutezze | 9 Commenti
Salve mi da Il Manifes.. come sarebbe 50 euro? allora L’Unit..1 euro?? e La Repubblica, 1 euro e 50!? guardi, oggi il prezzo della libertà è troppo alto. E mi dica, quanto viene Penthouse? 28 euro con l’inserto dvd “Vergini gravide”? Beh, mi sembra onesto.

Mi han detto che venerdì 19 dicembre Il Manifesto è uscito a 50 euro. All’inizio ho pensato che avrebbero venduto “Il Manifesto”, inteso come cooperativa, a 50 euro. Qualche compratore forse sarebbe saltato fuori. E invece.
Ho cercato invano su internet qualche articolo che riportasse la riuscita o meno dell’iniziativa, niente da fare. Solo una manciata di “lettere” al giornale che manifestano solidarietà in parole e (a volte) in soldoni.
Beh, secondo me è stato un fiasco. E lo dico senza sapere quante copie ha venduto e quanti incassi ha ottenuto. Il punto è: perchè? i casi sono due: o si è trattato del solito colpo di reni di un corpo morente in cerca di razzolare il più possibile nel minor tempo possibile, oppure un tentativo serio di risollevare le sorti di un quotidiano tramite la partecipazione popolare. Nel primo caso: chapeau. Nel secondo: illusi. Lo sa anche mia sorella che l’amore per la libertà è subordinato all’amore del proprio portafogli (e mia sorella è stata bocciata anche a catechismo!)(per dire che è davvero beota).
Per riprendere il discorso delle “Vergini gravide”, (visto? non era volgarità gratuita, volevo DAVVERO arrivare al punto) anche il porno è in crisi, ma almeno non si aggrappa a questi discutibili espedienti. Se sei bravo, vendi. Se non sei bravo, non vendi. E mentre il prezzo di una pippa è (e sarà sempre) equo, la libertà non ha (e non avrà mai) prezzo. A darlo via gratis (il giornale eh, non il culo) almeno risultavate simpatici. Voto al Manifesto: 4. Voto a Penthouse: 10.
22.12.08 | Acutezze | 9 Commenti
- ho piazzato una webcam in balcone per vedere che tempo fa. Il fatto è che la semplice sequenza di azioni: alzarmi, fare 4 metri, scostare le tende, guardare fuori, rifare 4 metri, tornare a letto, mi costa troppa fatica. E a dirla tutta, il mio cortile attraverso uno schermo 14 pollici a media risoluzione assume una prospettiva molto più realistica rispetto ai vetri della finestra (sono il prodotto dell’era Facebook o semplicemente un deficiente? è una domanda retorica).
- per sbaglio ho urtato il mio portatile e “gli” ho istintivamente chiesto scusa. Già, come se fosse una persona. Vi prego, ditemi che è successo anche a voi.
- mi sono fermato a guardare i lavori in corso. Senza pensarci, sono sceso dalla macchina, braccia dietro la schiena e ho iniziato ad osservare (questo è solo l’inizio del lento processo che mi trasformerà definitivamente in tutto ciò che ho sempre odiato: un umarell).
- stasera mi sono emozionato guardando Affari Tuoi.
11.12.08 | Acutezze | 12 Commenti

«scriverò da maggio un libro di favole transgender per bambini,
oppure un libro di favole per bambini transgender.
In fondo, ma davvero in fondo, c’è differenza?»
Credo di avere una mentalità molto aperta in tutto e per tutto, ma un libro di favole transgender, a mio figlio, non glielo farei mai leggere. Questo fa di me un bigotto? Forse, ma sono convinto che le favole di Walt Disney siano più che sufficienti per turbare la crescita dei nostri piccoli.
[...], e la mamma (una mamma che in un certo senso era anche un papà) disse a capuccetto rosso: “porta alla nonna questo mix di ormoni anti-androgeni ma attenta al lupo cattivo!”, cappucetto si inoltrò nel bosco, un bosco molto particolare: le api non impollinavano, i fiori rilasciavano le spore in controvento, e le rose mostravano spine sorprendentemente lunghe e appuntite. [...] Cappuccetto entra in casa:
C: nonna, che bocca grande che hai!
N: è per baciarti meglio!
C: e che braccia grandi che hai!
N: per abbracciarti meglio!
C: e che peli lunghi che hai!
N: è perchè l’anno scorso ero un uomo!
C: e che..ehm..”pacco” grande che hai…
N: per sensibilizzarti meglio al grave problema dei pregiudizi culturali contro i transgender!
C: ehi ehi, ma tu non sei la nonna! sei il lupo cattivo!
N: puoi anche chiamarmi lupo cattivo, ma il termine esatto è “Fanny la drag queen feticista”
C: Aaaah! aiuto! cacciatore! cacciatore! (lunga pausa) dov’è il cacciatore? l’avrai mica mangiato..
N: no, non l’ho mangiato, anche se, in un certo senso, lui è dentro di me.
C: nonna, questa favola fa schifo e non ha nessuna morale
N: senti, ho le tette e posso pisciare in piedi, non ti basta? Ho vinto la mia personalissima rivoluzione sessuale, sono una donna libera e un uomo abbastanza fiero. Te la do io una morale: se non mi passi gli ormoni va a finire che mi cresce il quinto testicolo.
[...] E vissero così così.
28.11.08 | Acutezze | 14 Commenti
L’abbiamo capito che Al-Zawahiri non è il cervello di Al Qaeda, ma solo la faccia sexy (barba in stile sciita anni settanta e keffiyah con tre risvolti anzichè due – un tocco di classe) da appiccicare alla telecamera per alleviare con il suo sguardo dolce e tuttavia intenso le ferite inferte dalle sue parole. Ma come può il vice del più grande bordello terroristico del mondo uscirsene con quella storia assurda che i neri avrebbero il glande più chiaro della pelle e i bianchi viceversa – e quindi Obama essendo figlio di uomo nero e donna bianca sarebbe un traditore – o almeno lo è finchè non si tira giù i pantaloni per farci vedere se è degno del suo secondo nome?? Per favore fatelo stare zitto o comprate un nuovo traduttore automatico.
(Ho un debole per Al-Zawahiri. Anzi ho un debole per tutti i n° 2 nel campo “organizzazioni criminali”. Per dire il vice di Al Capone era persona squisita. Il braccio destro di Unabomber dona il cinque per mille a Emergency. E anche Gianni Letta mi sta piuttosto simpatico.)
21.11.08 | Acutezze | 5 Commenti
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