Da quando abbiamo litigato sulla natura delle ghiandole surrenali – e io quando litigo me la lego al dito – il rispetto professionale e umano verso il mio medico di base è sceso allo zero assoluto. Sebbene lui non nasconda il suo stupore nel vedermi ancora vivo, con un tatto degno del peggior buttafuori del Cocoricò “oh infermiere, ma questo qua è cammina ancora, ti devo 10 euro”, quando mi mostra le lastre dei polmoni per cercare di spaventarmi il mio sguardo è fisso nel vuoto, e l’unica preoccupazione che mi passa per la testa riguarda la formazione della prossima giornata di fantacalcio, perchè Gilardino è bravo, ma Pinilla ultimamente gioca meglio. Anzi, se poteste aiutarmi a scegliere tra i due. Per dire, quando il dito indica la lastra, l’imbecille guarda il dito. Io ho fatto un passo avanti: mi guardo i lacci delle scarpe.
Tuttavia, da quando al mattino la mia tosse fa quel rumore “plof” del vino Ronco, come se i polmoni si fossero messi in posizione per uscire, l’idea di smettere di fumare ha fatto capolino in quella parte della coscienza che ancora non è stata contaminata da anni e anni di Studio aperto.
E allora le provo tutte: cerotti, gomme, anche il libro è facile smettere di fumare, se sai come farlo, diventato best seller perchè sfrutta la paura della gente e ha un titolo diretto e a quanto pare accattivante. E infatti è già uscito è facile controllare il peso se sai come farlo, di questo passo non è difficile prevedere le prossime mosse: “è facile guarire dal cancro se sai come farlo”, “è facile rimorchiare una modella se sai come farlo”, “è facile smettere di invecchiare, diventare ricco con la speculazione immobiliare e fare carriera in politica grazie agli agganci con la P2 e poi scoparsi diciottenni e escort di dubbio gusto ma comunque avere il 60% dei consensi se sai come farlo”.
E allora ho provato l’ultima frontiera della stronzate new age in campo di stronzate new age. Una sigaretta elettronica, la quale:
- non è cancerogena (e qui non hanno considerato il fattore x, quello del brivido, il piacere del rischio, tipo mangiare thailandese, non usare il preservativo, guidare come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere se poi è così difficile morire farsi arrestare).
- non crea fumo passivo (ma che gusto c’è, io fumo soprattutto per infastidire il prossimo).
- è economica (e chissenefrega, tutti i soldi che riesco a risparmiare poi li perdo al poker online)
E quindi niente da fare. Non posso fare a meno di inalare quel veleno che è tanto caldo e rassicurante. E poi, sebbene sia consapevole del rischio, ho la sensazione che se mi uccido lentamente allora sì, sono il fautore del mio destino, e mi tolgo dalla testa l’immagine di Dio che gioca a tetris con le nostre vite. Sono padrone della mia vita e voglio ritrovarmi anch’io a rimpiangere il tempo perduto, quando hai il rammarico di non aver fatto nella vita quello che hai sempre desiderato e mai trovato il coraggio di fare: mangiare una cavalletta fritta, lanciarsi dal paracadute o votare il partito democratico.
E quindi voi, che volete davvero smettere, non fatevi abbindolare da questi inutili espedienti. L’unico rimedio è la forza di volontà, io l’ho lasciata in un cassetto nel ‘98 e oggi non la trovo più. Se la trovate, dite qualcosa. Ma, cosa più importante, Gilardino o Pinilla?
La mia (ex) ragazza mi ha fatto diffidare dal magistrato – per quello che una volta era il tipico corteggiamento passionale proprio dell’uomo mediterraneo, si sono inventati una parola tenebrosa e a dire poco abusata: Stalking – e fin qui, nessuna sorpresa. So di avere un carattere particolarmente insistente, lei l’ha capito troppo tardi, quando l’ho obbligata a un tentativo maldestro di aborto con ausilio di abbondante coca cola e pacchetti di mentos. E allora mi ha lasciato, con tutte le conseguenze del caso.
Ora non mi soffermo sulle responsabilità della società, rea di aver modellato un rapporto bislacco tra l’uomo e la donna, proponendo lo stile di vita fittizio che è quello della tv, dei reality, delle fiction. Vedo attori che rimorchiano attrici per strada, sento donne lamentarsi della mancanza di virilità, di passione, di uominità, e se io provo a fare un complimento a una ragazza eccomi accasciato a terra piangente con gli occhi pregni di spray al peperoncino.
Non è mia intenzione contestare il reato dello stalking in sè. Anzi, è proprio la paura di violare le disposizioni del magistrato (e finire in uno di quei posti dove ti fanno mangiare il semolino e alla notte ti violentano, e no, non sto parlando degli etap hotel) che fanno crescere in me la preoccupazione. Devo rispettare una distanza minima di 300 metri. E se la incontro per strada? come faccio a sapere dove non è? come posso tenermi lontano dalla zona rossa se non ne conosco l’esatta posizione? come posso godermi una birra senza il terrore di vederla?
Da quando lei si è iscritta a Foursquare, la mia vita è cambiata. Grazie a Foursquare io so dove si trova ogni momento della giornata. Seguo i suoi movimenti e vedo dove si sposta, quali posti frequenta. So dov’è, sempre. E seguo anche il suo attuale fidanzato.
Oh, lo seguo il bastardo. E prima o poi lo trovo. Quella merda, che ha fatto cambiare il numero di cellulare al suo nuovo giocattolino. Oh, se lo trovo, io mica devo rispettare una distanza, con lui. Poi sentiamo chi è “il rompicoglioni”, poi vediamo chi è che “fa soffrire perchè soffre”. Poi vediamo. Intanto, io cerco di tenermi occupato con quel che mi rimane
Poco da dire sulle vacanze. Sono tornato, innanzitutto. Non ho mai fatto il bagno (ho paura delle meduse), non ho mai preso il sole (ho paura dei tumori) e odio le passeggiate in riva al mare (ho paura della gente che cammina obliqua), in sostanza era come essere a casa, ma con tante fritture di pesce in più.
Unico divertimento: infilare manciate di sabbia nelle mutande della mia ragazza mentre dormiva sul lettino, provocandole dolorosissime cistiti che ha cercato di alleviare grazie a massicce somministrazioni di Tantum rosa, entrando così a far parte di quella piccola schiera di imbecilli che anzichè applicarlo nella zona interessata, lo hanno mangiato (ps. se il tizio del tantum verde lo chiamano boccasana, quella del tantum rosa? eh? eh). Nonostante questo, ho resistito piuttosto bene alla sua compagnia da quando siamo partiti (auguro anche a voi un passeggero che legga ad alta voce tutti i cartelli autostradali visibili) fino al ritorno, questa volta lei in treno e io in macchina.
Sì, ho avuto anche qualche occasione per sfogarmi in un corpo che non fosse il suo (siamo una coppia aperta, ma lei non lo sa), il più delle volte sono stato rigettato nonostante la mia frase-aggancio infallibile: Ehi piccola, sono socio Coop e ho già accumulato seicento punti. vuoi limonare? (è infallibile, se sei Gabriel Garko). L’unica donna che sembrava interessata alle mie avances ha poi cercato di vendermi una multiproprietà, e per quanto sia stuzzicante l’idea di possedere da novembre a febbraio un mini-appartamento a Civitella di Romagna, ho dovuto rinunciare per via di quella faccenda che sono povero in canna e riesco a malapena a pagarmi lo spazio web su Tophost (nove euro all’anno, penso che tornerò su Blogspot a breve).
E insomma, il blog era un po’ abbandonato. Addirittura non mi ricordavo la password per entrare. Da bravo blogger previdente l’avevo memorizzata in un apposito “password manager”, nel quale non riuscivo a entrare perchè continuavo a digitare una password sbagliata. La password sbagliata era – colpo di scena – la password del blog. Già, è un cane che morde la coda di un altro cane che gli morde la coda. Per adesso me la sono scritta sulla mano, poi si vedrà.
[ho promesso a un paio di persone di scrivere più spesso. non ci sperate]
Riepiloghiamo: un tizio in una relazione stabile, sano e con pressione arteriosa regolare, è gay dichiarato: il suo sangue non è ben voluto.
Invece io, eterosessuale, trascorro i giovedì sera a vagare nudo per le strade di campagna per vedere quanto acido lisergico posso sopportare prima di farmi investire da un trattore, nei weekend mi lascio andare a rapporti occasionali non protetti che, non bastassero le mucose, includono il sesso in periodo mestruale (ho visto più sangue io del tizio di Twilight), una volta sono stato perfino denunciato dalla protezione animali, ma è una storia di cui non vado fiero. Insomma, ho uno stile di vita completamente inadeguato, arranco in uno stato di salute che mi vede con un braccio nella fossa (eh, mi tuffo di testa) vado in ospedale, ometto tutto, le infermiere mi sorridono e mi invitano a donare più spesso.
Non è un paradosso. L’idea che orientamento sessuale e promiscuità vadano a braccetto (sventolando le borsette) è alla base della scelta scriteriata di alcuni ospedali, lo stile di vita è importante, ma essere gay non vuol dire farsi mitragliare il culo da ogni forma di vita in movimento. Per quello che ho imparato da Discovery Channel, i gay sono persone normali, proprio come noi: anche loro ridono, soffrono, lavorano, piangono, anche loro fanno quelle scoregge bagnate che ti rovinano la giornata. Se il sangue del gay è diverso è solo perchè ha un ottimo gusto nel vestire e trasporta ossigeno con molta nonchalance. Per chiudere il discorso promiscuità, conosco donne che hanno più di dieci partner al mese, ed entrambe sono state mie catechiste (ne approfitto per salutare Claudia e Eleonora).
[Tra l’altro di recente ho scoperto che il mio bisnonno era bisessuale. Non ci voleva un genio per capirlo – e infatti l’ho capito solo dopo 26 anni - già dalle foto del matrimonio si poteva chiaramente distinguere il suo sguardo ipnotizzato dal pacco del fotografo, nonchè suo migliore amico nonchè (date le sospetta serie di corrispondenze epistolari e un testamento che scacciava ogni dubbio) suo amante. Ho subito pensato “Wow, se la matematica non è un opinione, e io sono il sangue del sangue del sangue del suo sangue, secondo una strana logica, il mio sangue è gay per un sedicesimo”. Poi mi sono addormentato e non ci ho pensato più, dovesse scapparmi detto in ospedale rischio di perdere il mio diritto a donare]
[Intanto l’Argentina legifera sui matrimoni tra persone dello stesso sesso, e noi continuiamo a chiamarlo terzo mondo]
A lanciare l’ultimo e ormai definitivo messaggio anti-pirateria per poi vederlo disperdere nel mare del ‘sticazzi ci pensa l’Adult Entertainment Trade Association con un video a dir poco virale in cui le pornoattrici eseguono un numero di sensibilizzazione a livello mondiale che non è il solito giochetto con le gambe e il mandarino, ma un’ammiccante litania nella quale, in sostanza, ci viene chiesto di salvare le chiappe a tutti quelli che con le chiappe ci lavorano.
Pare infatti che le vendite dei Dvd hard siano diminuite di un terzo, o come dicono gli addetti ai lavori: abbiamo bisogno di più entrate. Altrimenti si rischia una grossa perdita di liquidità. (eww)
L’intento era molto semplice: la crisi deve portarci a una seria riflessione, si può usufruire di un prodotto gratis senza avere rimorsi di coscienza? la contro-riflessione è d’obbligo: l’utente che non si fa scupoli a scaricare dieci gigabyte di robaccia al giorno lo sa almeno cos’è, una coscienza? e se lo sa, gliene frega qualcosa? e l’idea di mettere i nomi delle attrici nei sottotitoli darà più autorevolezza al messaggio o avrà l’effetto contrario, ossia un copia-incolla frenetico su youporn e tutti i software peer to peer? quale risultato pensate di ottenere mettendo un paio di tette con nome e cognome a tentare di convincere la gente che esistono performance così fantastiche che non pagarle è un crimine contro l’umanità? a questo, secondo me, non avevano pensato. Ora, non so se la campagna ha funzionato, non so se le persone saranno disposte a pagare e non so nemmeno se l’industria del porno guarirà, per quanto mi riguarda: Lisa Ann ha due bocce così.
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