Due catastrofi in un giorno solo
1) Povia
Dunque, se canti a Sanremo una canzone che, come è naturale, può sollevare infinite polemiche e offendere la sensibilità della comunità gay, allora devi essere consapevole che non stai partecipando per “vincere” ma solo per sollevare un polverone inutile. Se Povia voleva a tutti i costi “creare l’attesa” e farsi pubblicità trattando un tema scottante, avrebbe potuto cantare qualsiasi cosa, Luca era lefebvriano, Luca era interista, Luca era un indagato nel processo Mills, o -per la rima- Luca era gay, se n’è fatti ottantasei, e in ogni caso avrebbe ottenuto lo stesso risultato, suscitare scalpore e azzerare (onde evitare ancora più polemiche) la possibilità di vincere il festival.
Per quanto riguarda la canzone in sè, ecco, il motivetto è orecchiabile, il testo è davvero lo squallore del luogo comune: infanzia infelice = turbe sessuali. Anche io ho avuto una madre che mi riempiva di attenzioni e un padre assente, ma ho fatto come tutti i ragazzi normali della mia generazione: mi sono buttato nel mondo dell’hashish. Perchè tirare in ballo la sessualità?
Luca viene pizzicato mentre fa bungee jumping col pisello di un travestito:
X: Ommioddio! luca!
L: eh? cosa? che diavolo..
X: cosa stai facendo??
L: ah, ehm. sai com’è, problemi di infanzia. Mio padre mi obbligava a leggere Famiglia Cristiana
…
L: ..e quando si arrabbiava mi spediva in camera a guardare i cartoni della Disney. ti rendi conto?? la Disney!!
X: oh povera creatura, continuate pure. Sai mica dove posso vomitare?
2) Veltroni
Ha appena terminato la conferenza stampa d’addio (era un po’ frastornato per via della profilassi contro la malaria, in vista dell’immediato futuro. vedi anche: io sto con gli ippopotami) come al solito ha detto poco parlando tanto, ma i punti fondamentali sono arrivati forte e chiaro:
- lascio la politica perchè l’Italia è il paese che amo. (questa l’ho già sentita)
- il progetto del Pd deve continuare, almeno fino a marzo. Chè altrimenti perdo una scommessa.
- pensavo di durare di più. Poi mi sono allacciato i pantaloni, le ho dato 50 euro e le ho lasciato anche il resto (in nome dell’integrazione sociale. e anche per abituarmi alla flora africana).
- D’Alema culo, culo chi non lo dice.
- nuova stagione bla bla bla Barack Obama bla bla bla grande forza riformista bla bla bla..
Per finire in bellezza, oggi la prima pagina del Giornale è uguale a quella del Riformista. L’ultimo Walter. Wow, che fantasia (ma non potevano chiamarsi il giorno prima? ehi Giordy, oggi è un giorno dispari, il titolo-stronzata tocca a me, ok?)( è in queste occasioni che sono fiero di contribuire ai finanziamenti all’editoria). Il tutto a confermare la controversa teoria che Polito e Giordano siano -intellettualmente- la stessa persona, o perlomeno due facce della stessa medaglia. Però Giordano è la faccia effemminata (o meglio “la faccia di dietro”. “Il culo” per gli amici).
18.02.09 | Politica, Tv & Co. | 14 Commenti
Avviso ai naviganti: se non sapete chi o cosa sia “Dexter” iniziate a farvi una cultura e saltate il post. Qui non siete graditi. Fine avviso.
L’attore che interpreta Dexter si è sposato con l’attrice che interpreta la sorella di Dexter. Non sapevo nemmeno che fossero fidanzati. Non sapevo niente. A dirla tutta sono abituato a vederli “insieme” come fratello/sorella, e l’idea dei due che scopano come forsennati mi fa un pò ribrezzo, anzi no, mi offende.
Voglio dire: Ciak – si gira – i due fratelli piangono abbracciati nel ricordo della precoce dipartita del padre. Stop – pausa pranzo – giù a limonare. Il “Bleah” dovrebbe essere generale.
Perchè se in in 3 stagioni di Dexter non la “senti” (almeno un po’) tua sorella, significa che non ti sei mai calato nel personaggio (dovresti perlomeno avere la sensazione che il personaggio che interpreti vomiterebbe alla sola incestuosa idea di sfiorarla, e non solo per quelle micro-tette che si ritrova).
Anche a voi, credo, farebbe un certo effetto immaginare Monica e Ross (Friends) mentre praticano petting sfrenato, o i porcellini impegnati in un menage a trois, e magari Luke Skywalker sculacciare la principessa Leila (usa “la forza” Luke, ma stavolta usala senza bucare il preservativo).
E il danno che ne consegue è evidente: la realtà è compromessa dalla tua incapacità di distinguere il personaggio dall’attore che lo interpreta*, e inizi a immaginarti tutti i dettagli più disgustosi della loro vita privata:
- “non devi per forza sfregiarmi Dex, se aspetti quei giorni del mese ti do tutte le gocce di sangue che vuoi. Sì, certo, per la tua collezione. Pervertito.”
- “c’è bisogno di legarmi nel cellophane per fartelo venire duro?”
- “lo so che c’è l’offerta su Mediashopping, ma per l’ultima volta, no! i coltelli Shogun non te li compro.”
Dex: sorellina, anche stanotte ho avuto una visione, era papà.
Deb: ma dai!
Dex: è grazie ai suoi preziosi consigli che io riesco a sopravvivere nonostante il mio irrefrenabile vizio di farmi le pugnette di nascosto pensando ai miei parenti più stretti ammazzare la gente.
Deb: lo so. cosa ti ha rivelato?
Dex: dice che dovresti rifarti le tette, che l’anticipo del sabato pomeriggio è molto più importante della trasferta all’Ikea, e che, segreto segreto, il sesso anale migliora le relazioni interpersonali.
Deb: ha detto proprio così?
Dex: parole sue.
Deb: Dexter, pensi mai a noi? insomma, siamo fratelli. non è strano?
Dex: vuoi scopare?
Deb: ovvio.

*questo spiega perchè mi piscio addosso dalla paura ogni volta che vedo un film con Jack Nicholson (Sì mamma, mi è piaciuto “Terapia d’urto”, ma non capisco: come è possibile, un tizio che parla coi fantasmi e cerca di assassinare la famiglia in un albergo di montagna, quel tizio, è diventato psichiatra? Mah!!)(è quasi peggio di Hannibal Lecter che vuole mangiarsi l’uomo-elefante)
Grazie a PTWG
11.01.09 | Tv & Co. | 13 Commenti
E quando meno te l’aspetti, ecco che arriva. L’esperienza più traumatica. L’incubo di ogni figlio. Il crollo di tutte le aspettative che in questi anni avevi riposto in Loro.
Scendo in salotto per mangiare il mio classico omogeneizzato Plasmon banana-mela-biscotti-miele ed ecco cosa vedo: i miei genitori. Sul divano. Sorridenti. Davanti alla televisione. A guardare i fantastici 4. I FANTASTICI QUATTRO.
La reazione è immediata: appena mi vede, mio padre salta in piedi e alza le mani come a proclamarsi innocente, mia madre sfarfuglia qualcosa riguardo allo zapping e al palinsesto Mediaset; ma l’imbarazzo è bipartisan, lo stesso imbarazzo che si prova nel trovare il figlio in camera a smanettarsi davanti al computer – non avresti mai voluto assistere a quella scena, ma ormai ci sei in mezzo, e devi affrontarla. Nel frattempo arrotolo la prima copia del Resto del Carlino che trovo e inizio a inseguirli colpendoli forte sulla nuca
Io: No! no! non si fa! cosa vi avevo detto riguardo ai film del cazzo? eh? cosa vi avevo detto? rispondi.
M: di non guardarli.
Io: di non guardarli! e cosa stavate facendo?
M: stavamo guardando
Io: e allora dimmi, cosa ve l’ho preso a fare Sky? stasera su History Channel c’era un documentario su Benjamin Disraeli. E’ forse troppo chiedere a una coppia di 50enni di comportarsi da adulti?
M: ma LA COSA è tanto simpatica…
Io: te la do io in faccia la cosa! a letto, subito!
Mia madre corre in camera tuffandosi nel cuscino a faccia in giù, singhiozzando la solita manfrina: “ti odio – non mi merito un figlio così – non vedo l’ora che te ne vada via per sempre – devi morire – le mie amiche possono guardare persino Porta a Porta etc etc.. In fondo credo abbia capito la lezione.
Mio padre invece durante la ramanzina si è completamente incantato sulle tette di Jessica Alba, un modo tutto suo per rendere grazie al Signore. Ecco una cosa di cui vado fiero: gli piacciono le tette (non voglio mica che il mio unico padre maschio diventi uno di quei gheis che lo prendono nel sedere). Le botte con lui non servono, per punizione niente film porno in Pay per View da oggi fino al 15 di ottobre.
Ed è così che, ogni giorno, combatto la televisione generalista.
23.09.08 | Tv & Co. | 19 Commenti
Post scritto ieri sera, pubblicato stamattina. mi ero dimenticato di schiacciare “publish”, maledizione.
Ok ieri mi son guardato Lucignolo, e viaggiando a una media di 3 t/s (tette al secondo) ha definitivamente stabilito il record di programma tv più vicino alla pornografia dell’intero palinsesto Mediaset (ha superato di un pelo studio aperto). E’ davvero impressionante quanto sia facile riempire 2 ore di trasmissione quando hai a disposizione tutti i calendari e l’intera videografia delle celebrità in vacanza. Il dj ha persino risposto alle durissime critiche di Aldo Grasso, purtroppo, per via del volume al minimo, non ho sentito niente: difatti l’audio in Lucignolo è importante come la trama nei film porno, e viceversa l’audio dei film porno è importante come la trama di Lucignolo. Uno share del 9.7%, ora sappiamo che circa 1 italiano su 10 si fa le seghe davanti alla tv. Crescete, gente! siamo nel ventunesimo secolo, per quello ci sono i computer.
Altre novità: è uscito il libro di Valeria Marini. Fa sempre bene una buona lettura sotto l’ombrellone, ed è per questo che lo sconsiglio. Sì, lo sconsiglio senza averlo neppure letto. Aborti, cocaina, prostituzione, un libro che ricorda lo stile letterario di Irvine Welsh ma con qualche scopata in più e tanti errori di ortografia. Trovo anch’io scandalosa la scelta di abortire per una semplice vacanza al mare: poteva fare come tutti e portare a termine la gravidanza per poi vendere il bambino ai trafficanti d’organi. Mah, questi ricconi devono sempre distinguersi da tutti e da tutto. Nota: il corriere titola: “Io, Cecchi Gori e i due aborti”, ma il titolo originale era “Io e Cecchi Gori: i 2 aborti”.
Domani ho un esame, e devo parcheggiare chissà dove per colpa dei Tokio Hotel, come se ci fosse bisogno di un altro motivo per odiarli. Ma il destino ha incrociato le nostre strade, e io ho un compito preciso: piazzare mine anti-uomo nel parco Novi Sad, e stare a guardare la gente che scoppia come pop corn. No, non mi ringraziate, non sono un eroe; come diceva mio nonno “grandi poteri portano grandi responsabilità”. No, quello era il nonno di Spider man. Il mio diceva “esci e comprami la grappa”. Che se ci pensate, nel mio caso, ha perfettamente senso.
09.07.08 | Tv & Co. | 17 Commenti
Oggi Studio Aperto proponeva un servizio riguardante il dramma dell’anoressia. Una cosa seria, diceva la giornalista, un problema che affligge sempre più i giovanissimi (12-13enni). E bisogna curarla in fretta, sennò, vedete le immagini, poi si diventa come loro, ossa e poco più, guardate che schifo, bleh! il tutto incorniciato dalla solita musichetta pseudo-drammatica in sottofondo. Poi linea allo studio e..
- reportage sulla prova costume patrocinato dalla figona di turno
- presentazione di una linea di abbigliamento femminile ispirata all’esercito italiano (il motto era: “stare alla moda è una guerra”. vomitate pure)
- giovani: come si vestono per l’esame di maturità?
- sfilate di moda milanesi (un classico)
La linea rossa tra anoressia e coolness passa da Studio Aperto, che non vuole (o non riesce a) capire quanto la linea sia sottile, e quanto sia ipocrita l’altra linea: quella editoriale. Magari ogni tanto se lo chiedono, i giornalisti in redazione, perchè il fenomeno anoressia è sempre in aumento, come e quanto la società influenza i giovani, quali e di chi sono le responsabilità (almeno in parte) di un dilagare di taglie x-small. Ma poi tornano a giocare a Tetris, e il quesito rimane. Di sicuro è un disturbo genetico, concluderanno mentre il capo-redazione mescola le carte da briscola, infatti capisci di essere attratto dal mondo dell’anoressia già da ragazzino, quando nell’aula di scienze ti fai le seghe davanti allo scheletro di plastica. Ecco la fonte del problema! il prossimo servizio lo dedichiamo alla pericolosità delle lezioni di scienze e biologia. Sempre che riusciamo a infilarlo tra il matrimonio di Briatore e le mogli dei calciatori di Euro 2008.
19.06.08 | Tv & Co. | 18 Commenti
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